La manifestazione “DUE MARI regolarità turistica auto e moto d'epoca” nasce con lo scopo di promuovere turisticamente la storia, la cultura e l'enogastronomia di territori che tutto il mondo ci invidia e l'abbiamo voluto fare attraverso le auto e le moto che persone appassionate sono riuscite a conservare per tutti questi anni regalandoci immagini di storia che difficilmente potremmo apprezzare su libri o testi dedicati.

La DUE MARI interessa da sempre due regioni, la Toscana e l'Emilia Romagna che cerca di unire in un fantastico gemellaggio carico di paesaggi e cultura che attraversandoli sembrerà di entrare in un dipinto tanta è la suggestione che questi luoghi regalano.

Questa avventura è giunta alla 9° edizione ed ogni anno cerca di cambiare alcune parti del percorso per ampliare la conoscenza di luoghi carichi di interesse storico ed enogastronomico.

La città di partenza sarà:

 

Follonica

Toscana

Follonica è un comune con 21.761 abitanti in provincia di Grosseto e dista dal capoluogo circa 50 km. L' Area ex ILVA è un sito di interesse del Parco tecnologico archeologico delle colline metallifere grossetane.

ETIMOLOGIA
Vi sono differenti e possibili origini del toponimo:
si può derivare l'etimologia dall'etrusco fullona, o dall'equivalente latino fullonica (opificio), indica il luogo dove anticamente si lavoravano e tingevano i panni; 
si considera come origine il nome fullone, mulino, divenuto aggettivo con il nome di acqua fullonica e spesso anche sostantivo, fullonica; 
si può vedere una deformazione volgare di oficina fusoria dal latino follis, intendendo mantice da forno, dal momento che è nota l'attività mineraria e fusoria dell'antica città etrusca di Populonia. 
Le ipotesi tornano periodicamente a prevalere, anche per la presenza dell'antica strada romana, la via Aurelia e i molti ruderi e reperti di datazione etrusca.

ORIGINI E CENNI STORICI
Come centro abitato, Follonica è certamente giovane, in quanto la sua data di nascita coincide con la costruzione delle Reali e Imperiali Fonderie volute da Leopoldo II di Toscana nel 1834. Ma come località e punto di approdo, Fullona viene menzionata per la prima volta nel 1038 in un atto di donazione di terreni all'Abbazia di Sestinga, proprietaria di gran parte dell'Alta Maremma. Il documento più probante e che sicuramente fa riferimento all'attuale, è quello che sancisce una compravendita di grano del 1312 alla foce della Fullona. La storia di Follonica è soprattutto legata, in antico, a quella del Castello di Valli, i cui ruderi ancor oggi campeggiano a nord della città su un'altura che domina il Golfo e la cui prima traccia storica si ha addirittura nell'884: è senza dubbio l'unico centro abitato sino appunto al 1834 quando, attorno alle fonderie, si cominciò a sviluppare il villaggio, che comunque, sino al 1838, rimase sotto la giurisdizione di Valli. Da quell'anno, cominciò l'ascesa di Follonica di pari passo con l'importanza economica e culturale che venivano assumendo le sue fonderie, in un crescendo che ne ha fatto la città odierna. Fino al 1923 fu frazione di Massa Marittima, poi venne elevata a comune autonomo.

DA VEDERE 
Chiesa di San Leopoldo 
Castello di Valli (nell'entroterra di Follonica) 
La Pievaccia (nell'entroterra di Follonica) 
Fanno parte della "Rete museale della Maremma" (Colline Metallifere) la Civica Pinacoteca "Amedeo Modigliani" e il Museo del Ferro e della ghisa.
Cippo di Elisa Baciocchi

MUSEI
Museo del Ferro e della Ghisa 
Pinacoteca Civica ''A. Modigliani'

 

Attraverseremo le colline Senesi per arrivare nel territorio di Arezzo dove ci fermeremo per la serata di sabato ad Anghiari


Paese a forte vocazione turistica, grazie anche ai suoi incantevoli panorami, Anghiari vanta origini antiche e si presenta al visitatore con un suo caratteristico aspetto medievale, posizionato su di una altura a dominio della valli del Tevere e del Sovara. Se è già bello osservarlo dalla pianura, ancor più affascinante è il girovagare per l'antico borgo con le sue pittoresche case in pietra, i vicoli, le scale, le suggestive piazzette, testimonianze di valori storici tramandati attraverso i secoli. 

Di certo fu durante il Medio Evo che Anghiari assunse la massima importanza soprattutto per l'evidente posizione strategica: si trova nominato per la prima volta in una pergamena del 1048, conservata nell'archivio di Città di Castello, anche se i primi insediamenti furono in epoca romana. Dominio dei Signori di Galbino prima e dei Camaldolesi poi, il paese vide uno dei momenti più importanti della sua storia nella
Battaglia di Anghiari che, il 29 giugno 1440, segnò la vittoria delle truppe fiorentine alleate con il papa sull'esercito milanese.


L' importante evento fu commentato da Machiavelli e celebrato con un affresco in Palazzo Vecchio da Leonardo. Da visitare, ad Anghiari, è il
Palazzo Taglieschi con il suo Museo Statale delle Arti e Tradizioni Popolari, dove sono conservati affreschi, dipinti, sculture lignee policrome (notevole è una Vergine di Jacopo della Quercia) , pregevoli terrecotte invetriate, statuette devozionali, arredi sacri di varie epoche, strumenti ed armi che testimoniano sin dal passato l'abilità degli artigiani locali. Proprio questi artigiani tramandano tutt'oggi una vivissima tradizione nelle arti del ferro e del legno che li spinge ad organizzare annualmente la Mostra Mercato dell'Artigianato della Valtiberina Toscana
La manifestazione, che si svolge ogni anno tra la fine di aprile e gli inizi di maggio, gode di grande risonanza, anche per il legame profondo che unisce questa qualificata rassegna alle botteghe di un centro storico tra i più pregevoli dell'Italia centrale, esaltandone ulteriormente la scoperta : il visitatore rimarrà affascinato girovagando per un paese che da subito appare misurato su ritmi lontani da quelli di un raccordo anulare o di una tangenziale, dove basta allontanarsi pochi passi dal centro per ritrovarsi nella pace di silenziosi sentieri immersi nel verde dei campi o nel colore argenteo degli oliveti. In tutta Italia e all'estero Anghiari è conosciuto come polo per l'arte del
restauro del mobile antico, con antiquari ed esperti restauratori legati alla storia del locale Istituto d'Arte, una scuola impareggiabile che sta lavorando per allestire il futuro Corso Superiore per l'Arte del Restauro e dotarsi, con la ristrut­turazione di Palazzo Testi, di un convitto per ospitare studenti da tutto il mondo. Non dimentichiamo che altrettanto invitanti ad Anghiari sono i sapori della cucina, con le portate tipicamente toscane servite talvolta all'interno di suggestivi ambienti antichi.


A ciò si aggiunga la magica atmosfera delle serate conviviali, delle cene organizzate davanti al sagrato di una pieve romanica o all'uscio di qualche casa nel vecchio borgo, dei canti popolari e del teatro, in uno straordinario vortice di frasi sussurrate e di serenate, di pietre scalpellate e martelli, il cui rintocco esce dalle botteghe artigiane poste lungo la ripida discesa.

Ripartendo la mattina per strade collinari e montane entreremo nel territorio della regione Emilia Romagna fino ad arrivare a Santarcangelo di Romagna e per finire a Rimini

 


La città di Rimini ha un’importantissima storia che molti ignorano.

Il territorio riminese fu abitato sin dall’età del neolitico e successivamente dai Villanoviani, Umbri e Gallici. La città conobbe il primo assetto urbano con l’arrivo dei romani nel 268 a.C. , diventando così la prima colonia nella Pianura Padana.

romani occuparono Rimini perché si trovava in una posizione geografica strategica e favorevole per conquistare la Pianura Padana ancora sotto il dominio dei Galli. Non solo, ma anche per la fertilità del suo suolo e per la bellezza delle sue coste.
Così i romani prevalsero sui Galli, si impadronirono del territorio e fondarono “Ariminum”, la più antica colonia romana, dandole una prima impronta urbana, grazie allo sviluppo delle vie di comunicazione.
Così i romani prevalsero sui Galli e si impadronirono del territorio fondando Ariminum.
Rimini ebbe il suo massimo splendore sotto il dominio dei romani, grazie all’Imperatore Augusto, nel cui periodo furono costruiti il Ponte Tiberio, l’Arco di Augusto e l’Anfiteatro.

La città di Rimini divenne un Comune nel XIV secolo con la nascita della comunità cristiana. Furono costruiti conventi e chiese.
Nel 1295 essa diventò una signoria appartenente al patriarca della famiglia Malatesta e precisamente a Malatesta da Verucchio, da cui deriva il nome di uno dei più celebri monumenti “Il tempio malatestiano” e la piazza più illustre “Piazza Malatesta”.
Nel XV secolo gli Ebrei ricevettero favoritismi dalla famiglia Malatesta e il territorio riminese si arricchì sempre più.
Nel XVI secolo nacquero delle divergenze politiche tra Ebrei e i Malatestiani.

La città di Rimini allora definita “ghetto” divenne così dopo guerre civili e svariate battaglie dominio della Signoria Malatesta, dal 1295 al 1528, acquisendo castellicentri della Romagna.
I signori malatestiani dominarono la città nel periodo della sua massima espansione, per circa tre secoli.
Da svariate situazioni di intrighi e potere, nacquero rivalità tra i diversi rami dei Malatesta (padri, figli, nipoti) che miravano attraverso diverse alleanze ad aumentare il proprio potere.

 

La città di Rimini ha un’importantissima storia che molti ignorano.

Il territorio riminese fu abitato sin dall’età del neolitico e successivamente dai Villanoviani, Umbri e Gallici. La città conobbe il primo assetto urbano con l’arrivo dei romani nel 268 a.C. , diventando così la prima colonia nella Pianura Padana.

romani occuparono Rimini perché si trovava in una posizione geografica strategica e favorevole per conquistare la Pianura Padana ancora sotto il dominio dei Galli. Non solo, ma anche per la fertilità del suo suolo e per la bellezza delle sue coste.
Così i romani prevalsero sui Galli, si impadronirono del territorio e fondarono “Ariminum”, la più antica colonia romana, dandole una prima impronta urbana, grazie allo sviluppo delle vie di comunicazione.
Così i romani prevalsero sui Galli e si impadronirono del territorio fondando Ariminum.
Rimini ebbe il suo massimo splendore sotto il dominio dei romani, grazie all’Imperatore Augusto, nel cui periodo furono costruiti il Ponte Tiberio, l’Arco di Augusto e l’Anfiteatro.

La città di Rimini divenne un Comune nel XIV secolo con la nascita della comunità cristiana. Furono costruiti conventi e chiese.
Nel 1295 essa diventò una signoria appartenente al patriarca della famiglia Malatesta e precisamente a Malatesta da Verucchio, da cui deriva il nome di uno dei più celebri monumenti “Il tempio malatestiano” e la piazza più illustre “Piazza Malatesta”.
Nel XV secolo gli Ebrei ricevettero favoritismi dalla famiglia Malatesta e il territorio riminese si arricchì sempre più.
Nel XVI secolo nacquero delle divergenze politiche tra Ebrei e i Malatestiani.

La città di Rimini allora definita “ghetto” divenne così dopo guerre civili e svariate battaglie dominio della Signoria Malatesta, dal 1295 al 1528, acquisendo castellicentri della Romagna.
I signori malatestiani dominarono la città nel periodo della sua massima espansione, per circa tre secoli.
Da svariate situazioni di intrighi e potere, nacquero rivalità tra i diversi rami dei Malatesta (padri, figli, nipoti) che miravano attraverso diverse alleanze ad aumentare il proprio potere.